Pass: Programma di accompagnamento al sostegno e allo sviluppo per l’occupabilità

Pass: Programma di accompagnamento al sostegno e allo sviluppo per l’occupabilità

 

L’operazione è stata gestita in Associazione temporanea d’impresa tra i seguenti enti di formazione:

  • Ecipar Forlì-Cesena s.c.a.r.l. Mandatario,
  • En.a.i.p. Forli’-Cesena Mandante,
  • Iscom Formazione Forlì-Cesena s.c.a.r.l. Mandante,
  • Ce.svi.p Soc. coop. sociale Mandante.

Gli utenti si sono rivolti ai propri Centri per l’impiego di riferimento (Forlì, Cesena o Savignano) e sono stati colloquiati dagli operatori, per poi essere segnalati, tramite delle schede, al Soggetto Mandatario, Ecipar Forlì-Cesena scarl. Questo ha effettuato dei colloqui iniziali conoscitivi con i soggetti interessati e ha preso contatto con le aziende coerenti con il profilo del candidato, predisponendo le procedure burocratiche necessarie all’ avvio del tirocinio.

I tirocini della durata di 160 ore prevedevano 12 di docenza in aula e 148 di work esperience in azienda.

Dal 23/02/2010 (data di avvio del progetto) al 31/12/2012 (termine) sono arrivate dai citati Centri per l’impiego, n.593 schede: 194 da quello di Cesena, n.346 da quello di Forlì e n.53 da Savignano.

A partire dal 13/08/2011, a seguito dell’uscita del Decreto Legge n.138, l’utenza ammissibile si è ridotta a  neodiplomati/neolaureati che hanno conseguito il titolo da non oltre 12 mesi. Questa legge ha rallentato il decorso del progetto e soprattutto ha precluso una parte consistente di persone disoccupate dal poter partecipare ad un tirocinio formativo.

Delle 593 schede arrivate sono stati completati n.228 tirocini da 160 ore e di questi n.75 hanno scelto di effettuare le ulteriori 80 ore dei tirocini supplementari.

Dei 228 tirocini terminati n.96 erano utenti adulti (44%) e n. 128 giovani (età inferiore a 27 anni) (56%).; n.196 erano italiani (86%), n.5 erano stranieri provenienti dalla Comunità Economica Europea (2%) e n.27 erano extracomunitari (12%) (all’interno del progetto erano previsti dei coaching di lingua italiana della durata di 20 ore per utenti con gravi difficoltà linguistiche); n.63 erano maschi (28%) e n.165 erano femmine (72%).

L’obiettivo principale di un’attività di tirocinio, oltre a quello formativo, è anche l’opportunità dell’inserimento lavorativo dei partecipanti.

Come riscontrabile dalla tabella riassuntiva sottostante, il livello di occupazione ottenuto in modo diretto a seguito dei tirocini, presenta una media del 34% nell’ultimo triennio, rimanendo comunque a quota 28% anche per l’anno 2012, in cui -come noto- i dati di disoccupazione giovanile in provincia presentano livelli allarmanti.

ANNUALITA’

TIROCINI TERMINATI

CON ESITO OCCUPAZIONALE

%

2010

24

5

21%

2011

41

103

40%

2012

10

36

28%

TOTALE

56

163

34%

RISCONTRO ESITI OCCUPAZIONALI OP. 2009-265/FC (Escluso CESVIP PER MANCANZA DI DATI)

Partendo da questi dati, noti, ci siamo presi l’onere di approfondire ulteriormente l’esito occupazionale a distanza di mesi, con una indagine campionaria tra i partecipanti che avevano già concluso il percorso di tirocinio, un po’ come previsto anche da recenti progetti regionali.

Come da tabella i dati presentano comunque alcune situazioni apprezzabili.

Campione

90

(2011-2012)

Non reperibili

13

 

Utili

77

86%

Occupato attualmente

41%

No

59%

Occupato nell'azienda del tirocinio

25%

No

75%

Stesso settore del tirocinio

25%

No

75%

Esperienza tirocinio utile?

67%

No

27%

Non so

7%

Consiglieresti il tirocinio?

81%

No

9%

Non so

9%

Come si desume, il 41% del campione è attualmente occupato, e il 25% è occupato nella stessa azienda il cui ha svolto il tirocinio.

In merito al giudizio, il 67% ritiene utile l’esperienza svolta presso l’impresa e l’81% consiglierebbe l’esperienza ad altri utenti.

Ne consegue l’oggettiva utilità del lavoro svolto, soprattutto considerando che, come detto, l’utenza è per lo più rappresentata da neo laureati o neo diplomati, categorie che data la situazione occupazionale attuale, sono sostanzialmente riconducibili a categorie a rischio.

Riteniamo che l’esperienza maturata, la rete costruita e le opportunità che ne derivano, siano un valore aggiunto per il sistema formativo-lavorativo del territorio e per l’incrocio domanda-offerta di lavoro. Crediamo, quindi, che l’attività così svolta rappresenti un esempio di collaborazione tra istituzione provinciale, società di formazione e imprese del territorio, assolutamente virtuoso.

Crediamo, però, che l’attività possa -a maggior ragione oggi- rappresentare una risposta a categorie che assumono oramai una connotazione di disagio e rischio, a differenza di quanto non avvenisse precedentemente.

Attualmente è in essere un’altra operazione (2010-649/FC) di tirocini, sempre della durata di 160 ore, di cui n. 24 di docenza in aula  e n. 136 di work esperienze in azienda.

 

Gloria Campanini
Responsabile di progetto